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Archivio per la categoria ‘hardware’

Domy: la domotica sicura e open

19 luglio 2016

homatron_team_piccolaNoi siamo qui per fornirvi i magici servizi della domotica”. Esordiva così un improbabile venditore interpretato da Diego Abatantuono nel film “Buona Giornata”, dove cercava di vendere prodotti ad altrettanto improbabili acquirenti.

La domotica, vocabolo composto da domus (casa) e robotica, raccoglie tutte quelle tecnologie che tendono a migliorare la qualità della vita quotidiana all’interno delle mura domestiche.

Certamente non è argomento nuovo: da diversi anni sono presenti sul mercato prodotti che permettono la telegestione degli impianti domestici, l’accensione o lo spegnimento di tutti gli apparati elettrici di una casa con un semplice telecomando o con uno smartphone.

Naturalmente anche la domotica è stata contagiata in questi ultimi anni dalla moda del Cloud, perché ormai (secondo il pensiero comune) se un servizio o un prodotto non si collega ad una nuvola digitale non è uno strumento moderno e avanzato. In pratica attraverso la domotica cloud è possibile controllare da remoto la propria abitazione, grazie ad un’app da installare sul cellulare e un server centrale che dialogherà con le tecnologie installate in casa.

Tuttavia esistono anche prodotti che non necessitano di collegarsi con un “cervellone elettronico centrale” e che ne fanno un vanto di questa loro soluzione. Uno di questi è Domy, un piccolo hub con un cuore realizzato da Homatron.

Gaetano di Stefano – Socio Fondatore

Gaetano di Stefano – Socio Fondatore

è un sistema di automazione domestica – ci spiega Gaetano Di Stefano uno dei soci fondatori  – che permette di controllare e utilizzare, anche a distanza, tutti i dispositivi elettrici normalmente presenti in un’abitazione. Abbiamo progettato delle periferiche wireless, scegliendo di realizzare esclusivamente dispositivi non già esistenti sul mercato e di integrare nel nostro sistema quelli già esistenti delle migliori tecnologie, in maniera da fornire agli utenti una varietà di scelta anche a costi contenuti. Noi abbiamo realizzato il Concentratore, “cervello del sistema”, ed una serie di periferiche tra le quali dei dispositivi ad incasso che vanno a integrare prese, interruttori, relè e dei regolatori per l’illuminazione”.

Com’è nato Domy? Come vi è venuta l’idea di usare software libero?

Homatron aveva sviluppato un primo sistema domotico basato su server Windows su periferiche costruite da altri. Continuare ad investire su questa strada avrebbe comportato i soliti rischi di Windows come ad esempio aggiornamenti imposti che non ti fanno più funzionare nulla o Silverlight messo in obsolescenza anche se utilizzato come base di tutta la grafica.

Io ho proposto un sistema aperto, basato su Debian, capace di connettersi a tutto ciò che è aperto e non solo. Abbiamo rifatto tutto utilizzando Javascript e Websocket, MQTT e quanto di aperto c’è a disposizione. Inoltre sentendosi la mancanza di alcuni device non esistenti sul mercato, li abbiamo progettati e realizzati “motorizzandoli” con panStamp.

Come nasce Hamatron e quanti siete attualmente?

Homatron nasce nel 2009 con la “mission” di portare la domotica in tutte le case ed è divenuta start-up innovativa. È ampiamente partecipata essendo in 11 soci, alcuni di grande esperienza, ma con una forte componente giovanile che ci ha permesso nel 2012 di chiedere ed ottenere un finanziamento pubblico.

L’azienda si avvale, oltre che della collaborazione dei soci di cui 5 sono abitualmente operativi, anche di 4 dipendenti e di consulenti esterni secondo le necessità. Inoltre spesso la società ospita stagisti, che danno un contributo importante: alcuni degli attuali dipendenti hanno iniziato come stagisti. 

Attualmente lo staff del marketing/commerciale conta due figure, quello amministrativo altre 2 e gli altri (8 al momento considerando anche gli stagisti) si occupano di ricerca, sviluppo e produzione.

In tutto questo cosa come si inserisce l’Open Source e il Software Libero? 

È un po’ una filosofia di vita. A nostro parere il modello open source ha degli aspetti fondamentali. Per esempio la possibilità di modificare secondo nostra necessità e implementare con funzionalità aggiuntive, grazie al codice liberamente disponibile, il che porta un valore aggiunto che spesso consente di implementare facilmente il software open source in ambiente di produzione ad agevolare il “deploy”. Inoltre le comunità open source fanno un ottimo lavoro nella ricerca, individuazione e risoluzione di vulnerabilità e nel veloce rilascio di patch di sicurezza, spesso a velocità doppia rispetto ai produttori di software commerciale. I limitati costi e il modello di distribuzione ci permettono di dedicare maggiori parti del nostro budget per fare ciò che ci interessa davvero: personalizzazioni, funzionalità e innovazioni. L’open source è l’unico sistema che, avvalendosi della cooperazione fra vari soggetti, permette alle PMI di competere con le multinazionali.

Contribuite alle comunità di Software Libero? Se sì in quale modo?

Sì, nella misura che anche noi mettiamo a disposizione codici e protocolli dei nostri dispositivi, in modo da consentire piena autonomia a chi voglia metterci mano. Ovviamente chi viene a lavorare con noi è “costretto” ad avvicinarsi al mondo open source, e questo spesso permette una crescita personale e un ampliamento di vedute e prospettive. Siamo di parte: l’open source non ha bisogno di convincere nessuno, se uno pensa la scelta vien da sé.

Avete adottato un modello di business e calcolato i tempi di ritorno degli investimenti della vostra attività?

Il modello di business è basato sulla vendita dei sistemi che integrano i prodotti di nostra produzione e di quelli integrati prodotti da terze parti. Per esempio per quanto riguarda i sistemi di antifurto abbiamo scelto di integrare prodotti con consolidata presenza sul mercato. Prevediamo di raggiungere il pareggio fra entrate ed uscite entro 10 mesi ed il rientro dall’investimento in 4 anni.

Il mercato come sta rispondendo?

Non nascondo che siamo in un momento di stallo: siamo pronti con tutta la parte tecnologica, dobbiamo realizzare solo i contenitori per le schede elettroniche e pensare al lancio sul mercato. Purtroppo i fondi scarseggiano e gli stampi sono molto costosi: ci siamo lanciati in un crowdfunding su Kickstarter, un po’ per i fondi un po’ per capire il tipo di risposta al prodotto.

Perché scegliere Domy?

La prima parola che vorrei fosse associata dagli utenti a Domy è sicurezza. Noi abbiamo deciso di non ricorrere al cloud, tecnologia di gran moda ma ad esclusivo vantaggio dei cloud-provider, pericolosa ed intrinsecamente insicura per gli utenti e se volete approfondire date un’occhiata al nostro articolo: Domy, il sistema cloud free. Il nostro hub coDomynsente di effettuare tutto ciò che fanno i sistemi cloud ma più velocemente, in maniera sicura e abbattendo drasticamente i rischi di furto o utilizzo non autorizzato dei dati.

Antonio Faccioli
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Saldare è semplice, ecco come fare!

24 maggio 2016

saldare-sempliceVuoi imparare a saldare?
Vuoi realizzare delle ottime saldature?
Vuoi insegnare ad altri come saldare?

Sono felice di annunciare che ho realizzato la traduzione in italiano di:

Soldering is Easy (Saldare è semplice)
(seguite il link per prelevare la versione in italiano)

un fumetto che insegnerà a chiunque le basi della saldatura.

Sette pagine che spiegano in dettaglio come fare una buona saldatura anche a chi non ha mai saldato!

Il lavoro originale in lingua inglese è stato curato da:

Pagina di riferimento: http://mightyohm.com/soldercomic

Il fumetto in inglese (ed altri argomenti molto interessanti) sarà incluso nel libro: How to Make Cool Things with Microcontrollers (For People Who Know Nothing) di prossima pubblicazione.
Il libro è stato realizzato da Mitch Altman e Jeff Keyzer edito da No Starch Press.

Il fumetto è rilasciato sotto licenza Creative Commons (Attribution-ShareAlike), quindi si è liberi di insegna con questo fumetto, tradurlo, usalo, diffonderlo, coloralo ed è fondamentalmente fare tutto ciò che vi pare!

Michele Maffucci

Fonte: http://www.maffucci.it/2011/12/28/saldare-e-semplice-ecco-come-fare/

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Odroid C2 – nuova sfida a Raspberry

5 febbraio 2016

s_C2_MainA sei mesi dalla presentazione dell’Odroid C1+, Hardkernel, ormai affermato distributore di dev board arm, ritorna sulla scena e lo fa presentando una nuova versione del sul prodotto più noto; stiamo parlando dell’Odroid C2.

Diretto concorrente del famosissimo Raspberry Pi 2, il C2 segue la filosofia del rivale e dei modelli precedenti e lo fa in un pcb di 85mm * 56mm per circa 40 grammi.
Basato sulla piattaforma Amlogic S905, una delle più potenti del panorama, offre ben 2GB di ram, Gigabit Ethernet, dissipatore in alluminio, sensore ir e tanto altro ancora ad un prezzo molto vantaggioso di 40$.

Specifiche Complete:

  • Amlogic S905 (ARM® Cortex®-A53(ARMv8) 2Ghz quad core CPU)
  • 2Gbyte DDR3 SDRAM
  • ARM Mali™-450 MP3 GPU (OpenGL ES 2.0/1.1 for Linux and Android)
  • HDMI 2.0 4K/60Hz display
  • H.265 4K/60FPS and H.264 4K/30FPS capable VPU
  • Gigabit Ethernet
  • 40+7pin GPIO port
  • eMMC5.0 HS400 Flash Storage slot / UHS-1 SDR50 MicroSD slot
  • USB 2.0 Host x 4, USB 2.0 OTG x 1 (power + data capable)
  • Infrared(IR) Receiver
  • Ubuntu 16.04 and Android 5.1 Lollipop based on Kernel 3.14 LTS

ODROID-C2C2BoardDetail_2Rispetto al C1+, questa nuova versione offre una cpu più potente e aggiornata, supporto al 64bit, il doppio della memoria ram ad una frequenza più elevata e con un maggior bandwidth, gpu più prestante e che vanta il supporto al 4K 10bit@60Hz e supporto nativo al codec h265/HECV, e il supporto alle nuove versioni di Ubuntu Linux e Android.
Resta, invece, invariato il numero delle porte usb e la dotazione generale, inclusi i 40 pin GPIO e i 7 pin per la connessione di un DAC Audio.

p.s. la serie C vanta il supporto ufficiale della community Runeaudio e ci aspettiamo che anche per il C2 sia così.

bench_comp_c2Il C2 sarà acquistabile da Marzo, dal sito ufficiale Hardkernel*, ma i lavori sulle distribuzioni ufficiali sono già iniziati. Se siete curiosi, potrete seguire l’avanzare dei lavori, direttamente dal forum (in lingua inglese).

In attesa dell’aggiornamento del sito Hardkernel, non ci resta che fare un grosso in bocca al lupo ai ragazzi di Hardkernel e a tutti coloro che contribuiscono e contribuiranno allo sviluppo e alla crescita di questi piccoli e versatili dispositivi.

* sono presenti due distributori, uno Global e uno per il mercato Asiatico. Acquistando dallo shop Asiatico, sarete soggetti al pagamento dei dazi doganali e il prezzo finale dovrebbe allinearsi a quello del distributore internazionale.

Fonte: http://www.marcosbox.org/2016/02/odroid-c2-nuova-sfida-raspberry.html

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Storie di successo: Ubuntu nella scuola media Fracassetti-Betti di Fermo

27 aprile 2011
Dalla newsletter italiana Ubuntu: “Un nuovo felice caso di adozione di Ubuntu nelle scuole si è concretizzato a Fermo, presso la Scuola Media Fracassetti-Betti, dove il nostro sistema operativo preferito equipaggia da pochi giorni i computer dell’aula multimediale dell’Istituto, a disposizione di docenti e alunni.
L’iniziativa è nata da un’idea del prof. Cristian Minnucci, docente di Matematica e Scienze e utente di Software Libero, che ha proposto un progetto di riorganizzazione del parco informatico già a disposizione della scuola, comprensivo di computer più e meno obsoleti, ormai in disuso e parzialmente non più funzionanti. Il Dirigente Scolastico, il prof. Carlo Verducci, ha accolto con entusiasmo la proposta e da lì, grazie alla collaborazione con il FermoLUG ( http://www.linuxfm.org/ ), che ha fornito assistenza tecnica per i lavori, nel giro di alcune settimane si è proceduto a fare un inventario dell’hardware ancora funzionante, ad assemblare i computer, e infine ad installare e configurare Ubuntu 10.04 LTS e la rete locale.
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Ubuntu equivale a Windows. Lo dice Microsoft

20 giugno 2007

Un utente Ubuntu racconta come sia riuscito ad aggirare il sistema di
sicurezza Windows Genuine Advantage facendo passare la propria copia di
Ubuntu come un Windows originale. E tutto senza particolari trucchi
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Stallman: aprite i vostri driver

27 maggio 2005

Da Taiwan il padre del progetto GNU ha invitato i produttori di hardware a rilasciare il codice dei propri driver o, quanto meno, le informazioni necessarie a supportare i loro prodotti su altre piattaforme
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Nuovi driver da nVidia per Linux

17 marzo 2005

Sono stati rilasciati nuovi driver da nVidia per Linux:

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