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Archivio per la categoria ‘software’

Disponibile Debian 9 Stretch

18 Giugno 2017
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Il team di Debian ha annunciato il rilascio di Debian 9 Stretch.

Dopo 26 mesi di sviluppo Debian 9 Stretch è finalmente pronto. Questa nuova versione stabile sarà supportata per i prossimi 5 anni grazie al lavoro combinato del Debian Security team e del Debian Long Term Support team.
Debian 9 è dedicata a Ian Murdock, fondatore del progetto Debian, tragicamente morto lo scorso 28 Dicembre 2015.

Disponibile Debian 9 Stretch

Fra le novità principali di Debian 9 troviamo MariaDB 10.1 che va a sostituire MySQL 5.5 oltre al ritorno di Firefox e Thunderbird che vanno a sostituire le loro versioni debrandizzate Iceweasel e Icedove.
Gli sviluppatori hanno migliorato il supporto all’UEFI.

Presente il supporto per l’architettura hardware 64-bit little-endian MIPS (mips64el) mentre non è più supportata l’architettura PowerPC (powerpc). Inserite poi diverse migliore anche per APT e aptitude.
Di seguito ecco la lista dei principali pacchetti presenti nei repository di Debian 9 Stretch:

  • Apache 2.4.25
  • Asterisk 13.14.1
  • Chromium 59.0.3071.86
  • Firefox 45.9 (Firefox ESR)
  • GIMP 2.8.18
  • GNOME desktop environment 3.22
  • GNU Compiler Collection 6.3
  • GnuPG 2.1
  • Golang 1.7
  • KDE Frameworks 5.28, KDE Plasma 5.8, e KDE Applications 16.08 con 16.04 per le componenti PIM
  • LibreOffice 5.2
  • Linux 4.9
  • MariaDB 10.1
  • MATE 1.16
  • OpenJDK 8
  • Perl 5.24
  • PHP 7.0
  • PostgreSQL 9.6
  • Python 2.7.13 and 3.5.3
  • Ruby 2.3
  • Samba 4.5
  • systemd 232
  • Thunderbird 45.8
  • Tomcat 8.5
  • Xen Hypervisor
  • Xfce 4.12 desktop environment

Se state usando Debian GNU/Linux 8 “Jessie” potete aggiornare a Stretch. Per maggiori dettagli su Debian 9 “Stretch” vi rimando all’annuncio ufficiale.

Matteo Gatti

Fonte: https://www.lffl.org/2017/06/disponibile-debian-debian-9-stretch.html

distribuzioni, hotnews, numeriuno, software

Google e i film in “priva” visione

10 Marzo 2017
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Mario ama la . “Grande invenzione, Internet! – dice – Finalmente posso scaricare tutta la musica che voglio, a qualsiasi ora del giorno e della notte, senza neanche uscire di casa!”.

Che avete capito? Mario è persona perbene. La musica, su internet, lui la acquista: iTunes, Amazon Music…, di “negozi” ce ne sono tanti. Lui preferisce quello di Google. Sceglie i brani che vuole “senza dover comprare un album intero: vuoi mettere la comodità rispetto al passato?”, scarica i file .mp3 sul suo computer, o sul suo smartphone, o sul suo lettore da jogging, per ascoltarli dove e quando vuole. “L’ho acquistata, no? Quella musica è mia, come se avessi il disco originale”. D’atronde Google autorizza espressamente i suoi utenti: “Se utilizzi Safari, Internet Explorer o Firefox per il download, puoi scaricare due volte (sic!, ndr) i brani sul computer. Se utilizzi Google Play Musica per Chrome o Music Manager, puoi scaricare i brani sul computer tutte le volte che vuoi”.

Certo, Mario è un po’ contrariato per questa discriminazione: vorrebbe scaricare la sua musica con il browser che gli pare, senza che quelli di Google gli impediscano il terzo download solo perché non usa il loro software; e avrebbe ragione: in fondo, dalla presa del telefono in poi, quello che accade con i file che abbiamo pagato dovrebbe essere affare nostro e del codice penale (che non vieta affatto di usare Firefox, per dire). Ma… pazienza: Mario ha la sua musica, e questo è ciò che conta. A volte masterizza le sue “compilation” sui “vecchi” CD (“io ascolto ancora i vinili, vecchio ci sarai!”) per poterli ascoltare nell’autoradio della sua utilitaria (quella sì, vecchia!).

Mario ama molto anche il cinema. Non si perde una prima visione, e i più belli vuole rivederseli di tanto in tanto comodamente seduto sul suo divano di casa. Un tempo riempiva gli scaffali del soggiorno, di videocassette VHS prima e di DVD poi, con i suoi titoli preferiti. Ma Mario sa che la tecnologia è sua amica, e sa che il suo amato “negozio” di Google vende anche i . Non l’ha mai fatto finora, ma si appresta a scaricare il suo preferito, “Via col vento”, acquistato al modico prezzo di 3.99 euro. Vuole metterlo su un hard disk portatile appositamente acquistato per ospitare la sua cineteca digitale. Ma è un po’ spaesato: l’interfaccia qui è un po’ diversa e non gli riesce di trovare il comando “scarica” che usa di solito per la sua musica. Si affida quindi al supporto di google, dove alla voce “Download di film e programmi TV da guardare offline” legge:

Mario non capisce: “perché su dispositivi Android, iOS o Chromebook sì e su PC, Mac e altri laptop e computer no?”. Mario è arrabbiato: “com’è questa storia che i miei soldi, da PC, Mac e altri laptop e computer riesci a prenderli benissimo, e invece per farmi scaricare i film improvvisamente non vanno bene?”. Mario è confuso: “ho pagato la mia musica, sarò libero o no di scaricarla con il browser che voglio? Ho pagato il mio film, sarò libero di scaricarlo per vederlo sul televisore di casa o dove mi pare, senza dover avere per forza una connessione internet attiva? In fondo chiedo solo di vedere il film che ho comprato! Devi forse rendere conto al libraio su quale divano ti siederai a leggere il libro che compri? Perché dunque devo rendere conto a Google su quale strumento userò per vedere il film che ho comprato? Perché mi privano della possibilità di vedere alla tv il film che ho comprato?

Come possiamo spiegare a Mario che sì, il film, è suo, però, insomma…? Come possiamo evitare a un appassionato di “prime visioni” la frustrazione della “priva visione” televisiva?

Marco Alici

Fonte: http://www.techeconomy.it/2017/03/10/google-film-priva-visione/

grandefratello, multimedia, multinazionali, news, riflessioni, software, tipstricks

Licenza di sprecare

27 Febbraio 2017
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Vietato sprecare. Lo dice a gran voce il gruppo di sindaci ed enti territoriali riuniti nella rete nazionale Sprecozero.net, che lunedì 27 febbraio si incontrano in occasione dello Sprecozero Day, “giornata di studio e di approfondimento per fornire strumenti concreti e utili all’incremento delle politiche locali di contrasto ad ogni forma di : cibo, energie, acqua, farmaci, rifiuti, mobilità ecc.”.

Padrona di casa della giornata sarà la , che dopo aver raccontato al mondo di aver risparmiato dal 2011 al 2016 circa 1.2 milioni di euro all’anno grazie “al ricorso all’ su server da una parte e dallo sviluppo interno delle applicazioni, con una riduzione della spesa per licenze di oltre 2 milioni di euro l’anno” dall’altra, decide (decide?) di tornare a gestire le proprie informazioni usando software proprietari, rinchiudendole dentro formati proprietari e salvandole dentro computer che non sono suoi (e la chiamano cloud, ma dimenticano “proprietaria”, aggettivo qualificativo che qualifica eccome). È un po’ come organizzare un convegno sul traffico in mezzo alla tangenziale nell’ora di punta, o un convegno sull’inquinamento nella terra dei fuochi, no? Ma non chiamatelo spreco: si tratta solo di “rinnovo delle tecnologie per evitare un precoce processo di obsolescenza, rispondere alla crescita dimensionale del perimetro regionale e alla progressiva consumerizzazione in atto nel mercato relativamente ai servizi di base agli utenti…” che neanche il conte Mascetti dei tempi migliori.

Nella prima parte della giornata la parola è alle istituzioni: un’ora e mezza di saluti istituzionali da parte di Paola Gazzolo (Assessore Ambiente Regione Emilia Romagna), Stefano Mazzetti e Andrea Segrè, (rispettivamente Presidente e co-fondatore di Sprecozero.net), Gianluca Galletti (Ministro dell’Ambiente) e Matteo Ricci, vice-presidente ANCI ma anche sindaco di Pesaro, che magari oltre a salutare potrà raccontare all’uditorio la sua interessante esperienza migratoria e contromigratoria da e verso soluzioni software proprietarie (le stesse adottate dalla Regione Emilia Romagna, ma sarà un caso), magari rispondendo una volta per tutte alle domande e chiarendo i dubbi che tuttora circondano quell’investimento e le cifre a molti zeri che lo riguardano. Ma non chiamatelo spreco: è ufficio a cielo aperto”. E se non avete visto le immagini degli impiegati seduti al banchetto sul marciapiede a far vedere che la wifi prendeva e potevano aprire le delibere, non sapete cosa vi siete risparmiati.

Nel pomeriggio, dopo la presentazione di esperienze virtuose di sostenibilità ambientale e l’assemblea dei soci di Sprecozero.net, spazio a workshop formativi su diversi temi: si parlerà di economia circolare, bilancio ambientale, recupero di cibo e farmaci, e, infine, anche di riuso di software nella Pubblica Amministrazione con Erika Bressani di Urbano Creativo, azienda specializzata in tecnologie informatiche innovative applicate alla città. Speriamo che i vertici delle istituzioni non debbano lasciare il convegno – come spesso accade, purtroppo – per concomitanti improrogabili impegni, ma rimangano ad ascoltare fino alla fine: siamo sicuri che il tempo, almeno quello, non sarà sprecato.

Marco Alici

Fonte: http://www.techeconomy.it/2017/02/27/licenza-di-sprecare/

multinazionali, openofficeorg, riflessioni, software

Il FermoLUG presente “al Tempo dei Giovani”

19 Luglio 2012
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Il FermoLUG risponde con entusiasmo all’invito dell’associazione Praxis, attiva nelle Marche nel campo della promozione sociale, partecipando insieme ad altre associazioni del fermano con un proprio banchetto informativo all’evento in programma  nella serata di

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VENERDÍ 20 LUGLIO

FERMO – PIAZZALE AZZOLINO

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In occasione del concerto PINK FLOYD TRIBUTE, chiunque potrà venire a trovarci parlare di Open Source, Software (ma anche Hardware!) Libero, GNU/Linux ecc., ed avere la possibilità di vederlo in azione!

Noi saremo lì a partire dalle ore 21.

Qui si può scaricare il programma completo degli eventi promossi da Praxis. Per informazioni Tel. 347.0758496.

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fermolug, linux, meeting, news, software , , ,

Aiutate lo sviluppo di MakeHuman (sw OSS, 3D)

22 Settembre 2010
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Manuel Bastioni ci scrive chiedendo il supporto della comunità per lo sviluppo di MakeHuman: “Buon giorno, mi presento, sono Manuel Bastioni amministratore capo del progetto MakeHuman, si tratta di un software Open Source progettato appositamente per la modellazione di personaggi umanoidi fotorealistici 3D.
MakeHuman nasce da un’idea tutta italiana, intorno al 2001, e si sviluppa per diverso tempo grazie a risorse e creatività completamente nazionali, successivamente per una serie di motivi, il progetto ha preso un taglio internazionale che, se da una parte ha dato un più ampio respiro allo stesso, dall’altro ha impedito agli amministratori (tutti italiani) di avere dei reali contatti con i contributors, rendendo impossibile la realizzazione di meeting, conferenze, o semplici brainstorming dal vivo, e comunque ha reso più difficile l’organizzazione del lavoro poiché, a volte, si sono proposte delle collaborazioni con persone e/o enti (università, ecc…) troppo distanti anche culturalmente dal nostro paese. Pertanto è mancato soprattutto quello spirito di amicizia e di passione, che nasce più facilmente tra persone con un comune background culturale, e che poi è ciò che tiene realmente insieme un team di sviluppo Open Source. Prosegui la lettura…

news, software

kde 4

15 Gennaio 2008

E’ uscito il nuovo kde 4.0 con luci ed ombre.
Per approfondimenti seguite il [..]
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software

Aula Didattica

7 Dicembre 2007

Ho finalmente trovato un programma open source per la gestione di un’aula didattica. E’ un’evoluzione del vecchio vlc sviluppato dalla mitica olivetti 30 anni fa. Il programma permette di creare classi, utenti e computer per classi. Puo’ prendere il controllo della classe, permette di vedere le miniature di tutti i pc e far vedere a [..]
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