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Archivio per la categoria ‘riflessioni’

Google e i film in “priva” visione

10 Marzo 2017
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Mario ama la . “Grande invenzione, Internet! – dice – Finalmente posso scaricare tutta la musica che voglio, a qualsiasi ora del giorno e della notte, senza neanche uscire di casa!”.

Che avete capito? Mario è persona perbene. La musica, su internet, lui la acquista: iTunes, Amazon Music…, di “negozi” ce ne sono tanti. Lui preferisce quello di Google. Sceglie i brani che vuole “senza dover comprare un album intero: vuoi mettere la comodità rispetto al passato?”, scarica i file .mp3 sul suo computer, o sul suo smartphone, o sul suo lettore da jogging, per ascoltarli dove e quando vuole. “L’ho acquistata, no? Quella musica è mia, come se avessi il disco originale”. D’atronde Google autorizza espressamente i suoi utenti: “Se utilizzi Safari, Internet Explorer o Firefox per il download, puoi scaricare due volte (sic!, ndr) i brani sul computer. Se utilizzi Google Play Musica per Chrome o Music Manager, puoi scaricare i brani sul computer tutte le volte che vuoi”.

Certo, Mario è un po’ contrariato per questa discriminazione: vorrebbe scaricare la sua musica con il browser che gli pare, senza che quelli di Google gli impediscano il terzo download solo perché non usa il loro software; e avrebbe ragione: in fondo, dalla presa del telefono in poi, quello che accade con i file che abbiamo pagato dovrebbe essere affare nostro e del codice penale (che non vieta affatto di usare Firefox, per dire). Ma… pazienza: Mario ha la sua musica, e questo è ciò che conta. A volte masterizza le sue “compilation” sui “vecchi” CD (“io ascolto ancora i vinili, vecchio ci sarai!”) per poterli ascoltare nell’autoradio della sua utilitaria (quella sì, vecchia!).

Mario ama molto anche il cinema. Non si perde una prima visione, e i più belli vuole rivederseli di tanto in tanto comodamente seduto sul suo divano di casa. Un tempo riempiva gli scaffali del soggiorno, di videocassette VHS prima e di DVD poi, con i suoi titoli preferiti. Ma Mario sa che la tecnologia è sua amica, e sa che il suo amato “negozio” di Google vende anche i . Non l’ha mai fatto finora, ma si appresta a scaricare il suo preferito, “Via col vento”, acquistato al modico prezzo di 3.99 euro. Vuole metterlo su un hard disk portatile appositamente acquistato per ospitare la sua cineteca digitale. Ma è un po’ spaesato: l’interfaccia qui è un po’ diversa e non gli riesce di trovare il comando “scarica” che usa di solito per la sua musica. Si affida quindi al supporto di google, dove alla voce “Download di film e programmi TV da guardare offline” legge:

Mario non capisce: “perché su dispositivi Android, iOS o Chromebook sì e su PC, Mac e altri laptop e computer no?”. Mario è arrabbiato: “com’è questa storia che i miei soldi, da PC, Mac e altri laptop e computer riesci a prenderli benissimo, e invece per farmi scaricare i film improvvisamente non vanno bene?”. Mario è confuso: “ho pagato la mia musica, sarò libero o no di scaricarla con il browser che voglio? Ho pagato il mio film, sarò libero di scaricarlo per vederlo sul televisore di casa o dove mi pare, senza dover avere per forza una connessione internet attiva? In fondo chiedo solo di vedere il film che ho comprato! Devi forse rendere conto al libraio su quale divano ti siederai a leggere il libro che compri? Perché dunque devo rendere conto a Google su quale strumento userò per vedere il film che ho comprato? Perché mi privano della possibilità di vedere alla tv il film che ho comprato?

Come possiamo spiegare a Mario che sì, il film, è suo, però, insomma…? Come possiamo evitare a un appassionato di “prime visioni” la frustrazione della “priva visione” televisiva?

Marco Alici

Fonte: http://www.techeconomy.it/2017/03/10/google-film-priva-visione/

grandefratello, multimedia, multinazionali, news, riflessioni, software, tipstricks

Licenza di sprecare

27 Febbraio 2017
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Vietato sprecare. Lo dice a gran voce il gruppo di sindaci ed enti territoriali riuniti nella rete nazionale Sprecozero.net, che lunedì 27 febbraio si incontrano in occasione dello Sprecozero Day, “giornata di studio e di approfondimento per fornire strumenti concreti e utili all’incremento delle politiche locali di contrasto ad ogni forma di : cibo, energie, acqua, farmaci, rifiuti, mobilità ecc.”.

Padrona di casa della giornata sarà la , che dopo aver raccontato al mondo di aver risparmiato dal 2011 al 2016 circa 1.2 milioni di euro all’anno grazie “al ricorso all’ su server da una parte e dallo sviluppo interno delle applicazioni, con una riduzione della spesa per licenze di oltre 2 milioni di euro l’anno” dall’altra, decide (decide?) di tornare a gestire le proprie informazioni usando software proprietari, rinchiudendole dentro formati proprietari e salvandole dentro computer che non sono suoi (e la chiamano cloud, ma dimenticano “proprietaria”, aggettivo qualificativo che qualifica eccome). È un po’ come organizzare un convegno sul traffico in mezzo alla tangenziale nell’ora di punta, o un convegno sull’inquinamento nella terra dei fuochi, no? Ma non chiamatelo spreco: si tratta solo di “rinnovo delle tecnologie per evitare un precoce processo di obsolescenza, rispondere alla crescita dimensionale del perimetro regionale e alla progressiva consumerizzazione in atto nel mercato relativamente ai servizi di base agli utenti…” che neanche il conte Mascetti dei tempi migliori.

Nella prima parte della giornata la parola è alle istituzioni: un’ora e mezza di saluti istituzionali da parte di Paola Gazzolo (Assessore Ambiente Regione Emilia Romagna), Stefano Mazzetti e Andrea Segrè, (rispettivamente Presidente e co-fondatore di Sprecozero.net), Gianluca Galletti (Ministro dell’Ambiente) e Matteo Ricci, vice-presidente ANCI ma anche sindaco di Pesaro, che magari oltre a salutare potrà raccontare all’uditorio la sua interessante esperienza migratoria e contromigratoria da e verso soluzioni software proprietarie (le stesse adottate dalla Regione Emilia Romagna, ma sarà un caso), magari rispondendo una volta per tutte alle domande e chiarendo i dubbi che tuttora circondano quell’investimento e le cifre a molti zeri che lo riguardano. Ma non chiamatelo spreco: è ufficio a cielo aperto”. E se non avete visto le immagini degli impiegati seduti al banchetto sul marciapiede a far vedere che la wifi prendeva e potevano aprire le delibere, non sapete cosa vi siete risparmiati.

Nel pomeriggio, dopo la presentazione di esperienze virtuose di sostenibilità ambientale e l’assemblea dei soci di Sprecozero.net, spazio a workshop formativi su diversi temi: si parlerà di economia circolare, bilancio ambientale, recupero di cibo e farmaci, e, infine, anche di riuso di software nella Pubblica Amministrazione con Erika Bressani di Urbano Creativo, azienda specializzata in tecnologie informatiche innovative applicate alla città. Speriamo che i vertici delle istituzioni non debbano lasciare il convegno – come spesso accade, purtroppo – per concomitanti improrogabili impegni, ma rimangano ad ascoltare fino alla fine: siamo sicuri che il tempo, almeno quello, non sarà sprecato.

Marco Alici

Fonte: http://www.techeconomy.it/2017/02/27/licenza-di-sprecare/

multinazionali, openofficeorg, riflessioni, software

Perché dedicarsi all’Open Source

19 Novembre 2010
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Scritto da Cristina Rovetti su www.programmazione.it

Un’interessante intervista a Jeffrey Hammond di Forrester Research, un esperto analista del settore IT specializzato nelle tecniche e negli strumenti di sviluppo di applicazioni software, è comparsa sul sito Dr. Dobb’s, evidenziando alcuni importanti trend del mondo della programmazione. Questi sono il risultato di una ricerca condotta nel corso dell’anno dalla sua azienda.Il primo interessante aspetto, ormai conosciuto dai più, riguarda l’impressionante sviluppo che si apprezza nel mondo delle applicazioni per il settore mobile, che in un solo anno ha più che raddoppiato le sue dimensioni. Dominano il mercato coloro che ovviamente sviluppano per iPhone, seguiti da vicino dagli sviluppatori per Android. Un ulteriore aspetto su cui soffermarsi è relativo al mondo Open Source, che continua a mietere successi. Infatti sono sempre più numerosi i programmatori che, per svariati motivi, partecipano a progetti di questo tipo, traendone un enorme vantaggio in termini di conoscenza e capacità di sviluppo.

La principale motivazione che i programmatori sottolineano per giustificare il loro impegno nel mondo Open Source consiste nel senso di soddisfazione che si ottiene nella risoluzione dei problemi di tipo informatico; questo per almeno il 62% degli intervistati. La seconda motivazione consiste nel senso di realizzazione che i programmatori provano al termine del loro lavoro; giustificazione fornita da più del 50% degli intervistati.

Sembra quindi, che coloro che operano nell’Open Source lo facciano per ottenerne un proprio vantaggio legato alla soddisfazione personale, che esula dagli aspetti economici, visto che solo il 9% degli intervistati dichiara di essere pagato per le proprie attività. Un altro aspetto interessante che è emerso riguarda la continua ricerca di nuove tecnologie da padroneggiare e con cui confrontarsi, in grado di aumentare la creatività dei programmatori. Ma queste sembrano anche fornire le giuste spinte motivazionali a chi si avventura nella loro scoperta. Tutti questi aspetti porterebbero a un senso di pieno controllo sulle proprie attività. E sembra proprio che l’Open Source possa offrire tutte queste aspettative.

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Modelli vincenti e pessimi esempi.

25 Gennaio 2008

Non parlero’ ovviamente di bellezze al bagno.
Una societa’ californiana, la Neuros Technology, ha prodotto un videorecorder innovativo per le possibilita’ che offre. Maggiori informazioni nell’articolo di Rocco Galati http://programmazione.it/index.php?entity=eitem&idItem=38327

La vera novita’ sta nel modello di business proposto.
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riflessioni

Ubuntu equivale a Windows. Lo dice Microsoft

20 Giugno 2007

Un utente Ubuntu racconta come sia riuscito ad aggirare il sistema di
sicurezza Windows Genuine Advantage facendo passare la propria copia di
Ubuntu come un Windows originale. E tutto senza particolari trucchi
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Beppe Grillo a Porto San Giorgio

19 Febbraio 2005

Beppe Grillo, nel nuovo spettacolo che porta in ogni angolo d’Italia, parla della rete, di tecnologie libere, Wikipedia e libertà di espressione.
Noi l’abbiamo incontrato fuori dal backstage…
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riflessioni

Ieri i pelapatate potevano fare scintille

25 Giugno 2004

Oggi i pelapatate avrebbero potuto fare fiamme…
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riflessioni