Home > grandefratello, multinazionali, riflessioni, software, tipstricks > Storia di una disavventura con software proprietario

Storia di una disavventura con software proprietario

In lista soci LibreItalia un “signor Mario Rossi” ci racconta la sua disavventura con il software proprietario Inventor. L’abbiamo voluta riportare perché la morale insegna qualcosa sulla differenza tra sofware libero e proprietario. Leggete e lasciateci un parere nei commenti anche voi.

Al lavoro uso Autodesk Inventor. Ai clienti Subscription Autodesk offre la possibilità di aggiornare il software ad ogni rilascio, uno all’anno. Significa che ogni anno devi scaricare (no, niente più DVD o chiavetta, solo a richiesta) una dozzina di GB, che diventano una trentina una volta scompattati, e fare una nuova installazione (una trentina di GB se installi tutto), esportando dalla vecchia release  le tue personalizzazioni e reimportandole nella nuova.
Ovviamente anche il formato dei file è legato alla versione: significa che nel momento esatto in cui crei (o salvi) un file .ipt con una data versione del software, non potrai aprirlo (!) con una versione precedente. D’altronde non fa così anche MS con Office? È tutto normale per chi ha visto sempre e solo quello, ma chi conosce apt-get upgrade non riesce a concepirlo.

Io non riesco a concepirlo, per questo non avevo più aggiornato Inventor dalla versione 2011. Non voglio questo tipo di rogne: finché funziona, non si tocca.

Un bel giorno ho problemi con un dei miei due HD (non quello principale), per cui decido di cambiarli entrambi e di passare a SSD. Ho clonato il disco vecchio nel nuovo (con Acronis), ma al riavvio Inventor 2011 rifiuta di avviarsi: bisogna registrare di nuovo la licenza (evidentemente è legata all’HD), ma la registrazione non funge. L’assistenza mi informa che la subscription “copre” fino a tre versioni precedenti a quella corrente, che è la 2016. Quindi il mio Inventor 2011 non si avvierà mai più.

Con molto e non celato (nemmeno a quelli dell’assistenza) rammarico scarico e installo Inventor 2016. Ovviamente non ho esportato le personalizzazioni dalla vecchia (non per colpa mia, ma questo è irrilevante), per importarle nella nuova c’è una procedura che ad oggi non ho ben capito. A volte va, a volte no, ma questo è veramente un problema mio.

Anche a casa ho installato Inventor 2011 (la licenza lo permette). Per quanto detto sopra, sono consapevole che non potrò più aprire a casa un file creato in ufficio. Quindi decido di installare Inventor 2016 anche a casa. I molti tentativi fatti naufragano davanti alla mancanza di spazio nell’HD. Neanche il tentativo di avviare l’installazione da un HD esterno funziona: l’installer di
Autodesk vuole che i file di installazione risiedano sul disco C., dove purtroppo io ho appena lo spazio per l’installazione, non posso copiarci pure la trentina di GB dell’installer.

Visto che i miei due HD casalinghi da 500GB hanno 6 anni, decido di approfittare e acquisto due SSHD da 1TB. Come ho già raccontato a qualcuno, la clonazione dei due HD con Clonezilla risulta assolutamente facile e priva di problemi. Clono, sostituisco, avvio, e sia Windows 7 che sta sul primo hd) che Ubuntu (che sta sul secondo) partono senza nessun problema.
Una cosa mi appare “strana”: mi sarei aspettato di dover fare qualche cambiamento di impostazione a mano, magari da una live, perché sia grub che Ubuntu stesso gestisce gli HD utilizzando i loro UUID, anziché i nomi dei dispositivi. Invece, dopo qualche giro su Google, capisco che Clonezilla clona tutto, ma proprio tutto, UUID compresi: quindi i nuovi HD hanno gli stessi UUID dei vecchi. Meglio così.

Stamattina avevo tempo da dedicare alla sistemazione di Inventor, che era rimasta in sospeso. Ho un HD nuovo, ergo mi aspetto che Inventor 2011 non si avvii più e devo quindi installare la versione 2016. Dopo la clonazione ho ben pensato di ampliare la partizione di C, quindi adesso ho spazio da vendere.

Ma?
Ma quanto descritto al paragrafo precedente mi fa sorgere un sospetto, un terribile, atroce presentimento che deve essere subito verificato. Lancio Inventor 2011 e… si avvia perfettamente!

Da questa esperienza ho imparato che:
1.a. Autodesk lega la licenza all’UUID del disco;
1.b. Se clono l’UUID del vecchio hd sul nuovo, è probabile che Inventor 2011 si riavvii anche in ufficio (probabilmente il nuovo no, ma posso richiedere una nuova licenza);
2.a. Clonezilla clona l’UUID del disco, Acronis no;
2.b. Clonezilla funziona meglio di Acronis;
3. Se avessi usato Clonezilla anche in ufficio, anche lì Inventor 2011 si sarebbe riavviato senza lamentele e non avrei avuto nessuno (NESSUNO!) dei problemi che, a cascata, mi hanno portato fino all’aggiornamento – forzato – di Inventor in ufficio;
4. Nessuno dei software proprietari nominati in questa mail dimostra di comportarsi come l’utente si attende che si comporti; tutti i software proprietari suddetti si sono comportati nel modo (controintuitivo) “consumistico” deciso dal produttore;
5. Tutti i software liberi nominati in questa mail dimostrano un comportamento conforme alle attese dell’utente, anche inconsapevolmente (non sapevo che Clonezilla “risolve” da solo la preoccupazione degli UUID).

Altre conclusioni le lasciamo ai pazienti lettori arrivati fino a qui

Sonia Montegiove

Fonte: http://www.libreitalia.it/storia-di-una-disavventura-con-software-proprietario/

Share

grandefratello, multinazionali, riflessioni, software, tipstricks

  1. Nessun commento ancora...
  1. Nessun trackback ancora...

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi