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Un programma per scrivere che non sa scrivere?

Hands of businesswoman typing on laptopOk, va bene, ci avete convinto: il formato ODF (Open Document Format) è il formato aperto standard (ISO/IEC 26300:2006) per la condivisione dei file da ufficio. Documenti di testo, fogli di calcolo, presentazioni ecc salvati in questo formato possono essere condivisi col mondo intero, indipendentemente dagli strumenti software (programmi) con cui vengono realizzati. D’altra parte, se il mondo intero si sta muovendo verso l’adozione ufficiale di questo formato, ci sarà pure un motivo.
Tuttavia se è davvero, come si dice, aperto e indipendente dal software, significa che posso usare il software che preferisco per scrivere i miei testi. Basta salvare in formato ODF (.odt per i testi) e siamo a posto, no? Dovrei poter usare anche software proprietario, altrimenti che libertà è? Se ho la mia brava licenza d’uso di Microsoft Office perché dovrei privarmi dell’uso di una suite tanto famosa e diffusa? Se il formato è aperto, standard, solido e affidabile come dite, dovrei potere perfino aprire un file con estensione odt con il mio Word e salvarlo nel formato di Microsoft (con estensione docx), perché… perché… non so perché, ma non è questo il punto. Se lo posso fare, lo faccio. Anzi, avendo una licenza Office 2010 posso aprirlo con la versione online di Word, salvarlo (in formato docx, non si sa mai) e riaprirlo in Word 2010 senza problemi.
No.
Chi lo dice?
Lo dice Microsoft. In questo documento. E lo dice in modo tale da far apparire sbagliato lo standard anziché la sua implementazione, che è come dire che se il mio modello di autovettura ha dei problemi con la benzina super, la colpa è della benzina, non del motore, dato che va benissimo con la benzina fornita dalla fabbrica (dell’auto).

Differenze_ODT_docx-1

Leggiamo:

“Quando si modifica un file in formato ODT (OpenDocument Text, con estensione odt) usando Word Online e in seguito lo si riapre in Word 2010, si potrebbero notare alcune differenze di formattazione tra la versione originale e quella modificata. Allo stesso modo, si potrebbero notare differenze di formattazione quando si apre un file in formato OpenDocument Text in Word Online. Ciò è dovuto al fatto che i due formati supportano caratteristiche diverse”.

A meno di difetti di traduzione, io leggo che Word Online sa leggere i documenti ODT, ma non li sa scrivere. O meglio, li scrive un po’ come gli pare, con alcune differenze di formattazione. Idem per Word 2010. Segue una nota che ribadisce ulteriormente, per tranquillizzare l’utente, che le differenze sono solo nella formattazione. Insomma, il costo delle licenze richiederebbe che non ci fossero differenze nemmeno nella formattazione, ma tant’è, almeno le parole ci sono tutte.

Adesso viene il bello. Il documento prosegue:

“Cosa accade quando si modifica un documento in formato ODT?

La tabella seguente illustra le aree di caratteristiche di Word Online supportate in modo completo o parziale nel formato OpenDocument Text (ODT)”.

Capito? Word Online ha delle caratteristiche, ma quello sciocchino del formato ODT non si degna di supportarle.

Ma se apri un file ODT – che è un formato standard (ISO/IEC 26300:2006) – le caratteristiche ce le ha il file: sono le caratteristiche proprie del formato ed è compito del software supportarle, leggendole e scrivendole in modo corretto, soprattutto in virtù del fatto che il formato è standard AND aperto, non il contrario. Se ciò non avviene, non è per colpa del file, né del formato, ma del programma di scrittura. Non sa scrivere (o finge).

Se vai a fare il pieno in autostrada ti aspetti che la tua auto – lo strumento – sia adatta a funzionare con la benzina – formato standard -, non il contrario. E se il motore subisce danni per il non corretto funzionamento con la super, la colpa è della benzina o dell’auto?

Il principio deve valere per la benzina come per i file di testo, checché se ne dica. Perché  se diciamo “benzina” siamo tutti d’accordo, mentre se diciamo “file di testo” dovremmo avere dubbi?

Nel dubbio, cambiate l’auto.

Marco Alici

Fonte: http://www.techeconomy.it/2015/12/17/un-programma-scrivere-non-sa-scrivere/

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