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Archivio per la categoria ‘fermolug’

Linux Day 2017 a Fermo

23 ottobre 2017

Sabato 28 ottobre, in occasione del diciassettesimo Linux Day, giornata nazionale promossa da Italian Linux Society a sostegno di GNU/Linux e del Software Libero, il FermoLUG organizza, presso il Centro Culturale San Rocco – Fermo, in Piazza Del Popolo a Fermo (mappa):

LINUX DAY 2017

Programma

16:00 – Saluti e apertura dei lavori (Paolo Silenzi, Guido Tascini)
16:20 – Stampa 3D (libera) a scuola (Marco Alici)
17:10 – Debian e Tails: privacy in rete per tutti (Federico Massi)
17:50 – Pausa
18:10 – Introduzione a ROS: dai vita al tuo robot col software libero (Davide Ortenzi)

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Linux Day 2016 a Fermo

6 ottobre 2016

Sabato 22 ottobre, in occasione del sedicesimo Linux Day, giornata nazionale promossa da Italian Linux Society a sostegno di GNU/Linux e del Software Libero, il FermoLUG organizza, presso il  MITI, Museo dell’Innovazione e della Tecnica Industriale, via p. Serafino Marchionni (mappa):

 

LINUX DAY 2016

 

 

Programma

16:00 – Cose che abbiamo fatto (Paolo Silenzi, Franco Mannocchi)
16:20 – Linux nelle scuole (Massimo Ciccola)
17:00 – Impara LaTeX e mettilo da parte (Daniele Liciotti)
17:40 – Pausa
17:50 – Quale scrivania? L’eterno dilemma… (Franco Mannocchi)
18:20 – FreeCAD, il CAD 3D libero (Marco Alici)
18:50 – Introduzione allo sviluppo di Android: da Java alle app di GATTINI (Andrea Colangelo)

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Pensavo fosse amore, invece era una shell

1 settembre 2016

Uno dice: “viviamo insieme” quando vuol dire che le cose non vanno.
Infatti poi, quando peggiorano, dice: “perché non ci sposiamo?”
(M. Troisi, Pensavo fosse amore invece era un calesse, 1991)

Microsoft ama . Almeno così dice, da qualche anno a questa parte, cioè da quando Satya Nadella ha preso il posto di Steve Ballmer al timone dell’azieda. Alle dichiarazioni d’amore hanno fatto seguito anche alcune manifestazioni d’affetto: a primavera Windows apriva timidamente casa al “pinguino” al grido (esagerato nei toni e nella sostanza) di “Ubuntu su Windows”; questa estate gli ha regalato una shell. Anzi, una PowerShell.

Per i nostri lettori non necessariamente esperti, con la nostra solita brutale semplificazione diciamo che una shell (dovremmo chiamarla “shell testuale”) è genericamente un’interfaccia tra uomo e computer, caratterizzata dal fatto che l’uomo impartisce i comandi al computer scrivendoli con la tastiera. Quelli con i capelli bianchi, che hanno conosciuto MS-DOS, lo sanno bene, dato che la shell (testuale), che lì si chiamava command.com, era l’unica interfaccia possibile, dato che il mouse non era stato ancora inventato.

è dunque una shell che permette di inviare comandi a Linux (che in realtà ne ha già molte di sue: si chiamano bash, sh, zsh…), e quindi di eseguire anche script (cioè serie di comandi contenute in file di testo) originariamente scritti per essere eseguiti su sistemi Windows.

Molti hanno salutato con favore questa notizia, altri meno. Tra questi ultimi Andrea Colangelo, sviluppatore, sostenitore del Software Libero, Ubuntu Developer e Debian Developer, in un recente tweet ha definito PowerShell “inutile”. Per questo, e per la sua competenza in materia, gli abbiamo fatto qualche domanda.

AndreaColangelo-1024x768

Prima di tutto, raccontaci un po’ chi sei e cosa fai.

Sono un Ingegnere del Software e un programmatore, fiero sostenitore del Software Libero e del suo utilizzo e, quando ho un po’ di tempo collaboro allo sviluppo di importanti progetti software liberi come Ubuntu e Debian, di cui sono membro ufficiale. Nel mondo reale lavoro come CTO presso Openforce, un’azienda che fornisce soluzioni basate su software libero per diverse PMI. Nel resto del tempo libero mi diverto ad ascoltare musica jazz, cucinare cose su cui applico personalmente una rigorosa Quality Assurance e guardare partite di rugby.

Perché dici che PowerShell su Linux è inutile?

Ma ti pare che il Sistema Operativo famoso perché si fa tutto da terminale ha bisogno del terminale del Sistema Operativo dove si fa tutto col mouse? Scherzi a parte, su Linux oggi l’utente domestico non ha pressoché mai bisogno di usare una shell, ed uno sviluppatore abituato alla estrema potenza e flessibilità di una shell come Bash (e simili, tipo Dash, Zsh, e così via) certo non si sogna nemmeno di passare ad un tool come PowerShell. Credo che l’unico senso di PowerShell per Linux (e anche per MacOS) possa essere quello di riciclare script già realizzati per Windows senza troppo sbattimento, e poco più.

Se è inutile, secondo te perché l’hanno portato su Linux?

Servirebbe molto spazio per rispondere approfonditamente a questa domanda. Cercando di stringere al minimo, credo che la risposta vada cercata nella strategia complessiva che Microsoft sta ridisegnando da quando Nadella è al timone di Redmond. Ti dico come la vedo io: nel settore mobile Windows Mobile ha un grande futuro alle sue spalle, e il settore desktop sta perdendo di importanza (anche se meno velocemente di quanto si pensi). Ma il settore del cloud computing, segnatamente dei servizi IaaS, è una prateria dove tutti i grandi player stanno trovando ampissimi spazi di profittabilità: Amazon prima di tutti, ma anche Google, HP, IBM, per citarne alcuni, e ovviamente anche Microsoft. Qui Microsoft è sostanzialmente l’unica tra queste aziende a trovarsi in una posizione di bizzarra ambiguità: da un lato affitta server su cui installa il proprio sistema operativo, dall’altro affitta server su cui installa il principale sistema operativo concorrente (nelle sue varie incarnazioni). Quello che mi pare Nadella stia cercando di fare è integrare, oserei dire “assorbire” Linux all’interno della sua piattaforma, in modo da ottenere il duplice scopo di favorire il travaso di utenti Linux verso Windows, portando su Linux software storicamente disponibili solo su Microsoft (come ad esempio SQL Server, la piattaforma .NET ed estensioni di Visual Studio per sviluppare software per Linux), e al contempo fornire comunque un supporto di qualità per chi ha bisogno di un server Linux. Non è un caso infatti, che l’annuncio della disponibilità di PowerShell sia arrivato dal blog di Azure, e non è un caso che questa strategia si stia limitando solo all’ambito di stretto interesse per sistemisti e programmatori. Perché sul desktop la storia è ben altra.

A cosa ti riferisci?

Beh, quando si parla di desktop lo scontro mi pare che sia su un livello ben diverso. Microsoft amerà anche Linux, ma negli ultimi tempi gli sforzi per ostacolarne la diffusione in ambito desktop si sono fatti sempre più feroci, in qualche caso arrivando perfino a delle punte di vere concorrenza sleale. Butto lì un po’ di argomenti caldi, in ordine sparso: Windows 10 che ha fatto brutti scherzetti in giro, il dente ancora avvelenato per lo switch di Monaco a Linux e relativo FUD generosamente sparso, alla discutibilissima vicenda del Secure Boot, al modo brutale con cui Windows brasa l’MBR occupato da altri bootloader durante le procedure di installazione, aggiornamento e non solo.

Raccontami qualcosa sul Secure Boot, di cui parli già in questo video del 2012: cosa c’entra Microsoft e perché dici che ha ostacolato la diffusione di Linux su desktop?

La storia del Secure Boot è una mia vecchia passione, sia per ragioni tecniche che pratiche e “politiche”, per così dire. Il Secure Boot nasce per un nobile scopo, ovvero proteggere l’avvio del computer da una vulnerabilità che è particolarmente pericolose ma anche estremamente difficile da sfruttare. Tanto difficile che probabilmente nessuna macchina ne è stata mai colpita, ma tant’è, bene che si sia voluto mettere una pezza. Il problema sono le modalità con le quali questa specifica è stata implementata, e tutta la serie di decisioni (e sopratutto di non-decisioni) che sono state prese in fase di definizione delle specifiche tecniche.

Il video che hai citato è ormai un po’ obsoleto, ma è ancora interessante da un punto di vista storico e per capire a fondo i retroscena della questione. Microsoft è stata estremamente abile nello sfruttare a proprio vantaggio i loophole che le specifiche tecniche UEFI hanno lasciato aperti. Non voglio arrivare a dire che abbia inteso usare UEFI come un grimaldello per scardinare definitivamente quel minimo di resistenza che incontra nel settore desktop, ma sicuramente il Secure Boot è stato, almeno per qualche tempo, un potenziale ostacolo alla diffusione di sistemi operativi diversi da Windows. La buona notizia è che oggi pressoché qualsiasi distribuzione Linux funziona senza problema anche con UEFI (e Secure Boot attivo).

Dall’altro canto, è ironico (eufemismo) che proprio Microsoft abbia reso Secure Boot ragionevolmente inutile almeno su alcune piattaforme e in alcune condizioni, come mostrano le recenti notizie al riguardo.

Dunque PowerShell, a detta di Andrea Colangelo, è un regalo inutile che Microsoft ha fatto a Linux. Ma d’altronde è il pensiero che conta, no?!

Marco Alici

Fonte: http://www.techeconomy.it/2016/09/01/pensavo-fosse-amore-invece-era-una-shell/

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VTE CRM

27 giugno 2016

vte immagineNasce nel 2011 su iniziativa dei fondatori di CRM Village, Davide Bonamini e Davide Giarolo, con lo scopo di creare una soluzione CRM open Source di tipo enterprise con base in Europa.
Da allora, in pochi anni, il brand si è diffuso a livello internazionale grazie alle numerose partnership e ad un’ampia community di utilizzatori.
Accedi alla demo online:
http://demo.crmportal.it (username: demo – password: 12345678)

VTECRM è una soluzione unica nel suo genere in quanto:
• È la prima applicazione di CRM Open Source di matrice Europea
• È disponibile sia in versione community che in versione business in modo da consentire agli utilizzatori il massimo grado di adattamento alle proprie esigenze
• Permette un utilizzo completo in base al contesto d’uso ed ai bisogni degli utilizzatori tramite le interfacce WEB, MOBILE e Customer Portal
• Conta oltre 13 mila installazioni e moltissimi plugin per l’ integrazione con gestionali, e-commerce ed applicazioni terze
• È trasparente ed il codice è completamente visualizzabile
• Può essere esteso a tutti i processi di gestione del cliente tramite la creazione da interfaccia di moduli specifici e la connessione a database esterni
• Offre la massima libertà al cliente sia in termini di offerta commerciale che in termini di trasparenza e vincoli associati
• Integra nativamente il calendario e la posta per uso singolo e condiviso
• Consente personalizzazioni avanzate tramite le librerie ed i kit di sviluppo (SDK)

Attraverso VTE CRM puoi gestire i processi aziendali:
Acquisizione del cliente nel seguente modo: Il Lead proveniente da diversi canali viene assegnato e gestito dalla forza commerciale. Può quindi essere convertito in Azienda, Contatto ed Opportunità commerciale.
Gestione delle trattative: Il cliente viene gestito tramite le opportunità che si trasformano in preventivi e quindi ordini di vendita.
I processi di marketing: Tramite le campagne marketing ed i target è possibile organizzare le liste clienti, lead, contatti al fine di attivare newsletter, campagne di telemarketing ed eventi.
Assistenza Clienti (Customer Service): Tramite il modulo di assistenza clienti è possibile gestire i processi di richiesta supporto da parte di clienti via customer portal o tramite i canali tradizionali.
Collaborazione e Smart Working: Tramite i moduli di collaborazione e condivisione informazioni interne all’organizzazione è possibile scambiarsi velocemente informazioni tra il team stesso e/o verso i clienti.

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Software Libero alla scuola “Pupilli” di Grottazzolina.

21 marzo 2016

A cura di Marco Alici

Gli ingredienti sono semplici: una scuola con un’aula computer quasi inutilizzabile; docenti consapevoli delle opportunità didattiche derivanti dall’utilizzo delle nuove tecnologie digitali e pronti a mettersi in gioco; un LUG (Gruppo di Utenti Linux) attivo e disponibile a dare una mano. Il risultato è un’aula informatica finalmente fruibile, di facile manutenzione e di facile utilizzo per insegnanti e ragazzi. A costo zero.

La scuola è la secondaria “Mario Pupilli” di Grottazzolina. Nella sua aula computer convivono alcuni portatili acquistati di recente insieme a computer da scrivania vecchi anche di dieci anni, alcuni dei quali mal funzionanti, dotati di versioni diverse (in alcuni casi obsolete) sia del sistema operativo Microsoft Windows che dei programmi di produttività individuale (la suite Microsoft Office, per intenderci), alcuni dei quali in condizioni di licenza difficili da verificare. Una situazione troppo eterogenea, poco funzionale ed eticamente poco sostenibile per una scuola: praticamente inutilizzabile. Un peccato, perché il corpo docente è invece convinto dell’utilità delle tecnologie digitali nella didattica, della necessità di rispettare le leggi sull’utilizzo del software e della difficoltà di reperire risorse per migliorare la situazione.

In questo caso sono risultate fondamentali le intuizioni di un insegnante, il professor Federico Tordelli. Prima intuizione: considerare il mondo del software libero, che può essere scaricato ed installato liberamente su qualsiasi computer, come opzione. L’idea è di eliminare le diverse versioni di Windows ed installare un sistema operativo Linux su tutti i computer, per avere un parco macchine omogeneo, performante e virtualmente immune da virus, e di poter usare un’unica versione dell’ottima suite LibreOffice, che insegnanti e studenti possono eventualmente installare anche sui propri computer, indipendentemente dal sistema operativo, insieme a decine di altri ottimi programmi open source utili per la didattica. Seconda intuizione: chiedere aiuto all’associazione FermoLUG, che riunisce gli utenti di Linux del fermano, svolge da anni attività di volontariato nell’ambito della promozione del software libero ed ha già lavorato su progetti analoghi in altre scuole della zona.

FASE 1

SONY DSCDopo un sopralluogo iniziale, per capire la situazione e pianificare l’intervento, Tordelli e alcuni soci del LUG si sono messi subito al lavoro. Le macchine vecchie o rotte sono state eliminate, recuperando hardware (soprattutto schede di memoria RAM) da utilizzare per aumentare le prestazioni delle altre. Attingendo alle risorse del progetto “Trashware”, con il quale il FermoLUG recupera macchine dismesse da aziende e enti pubblici e le dona a chi ne fa richiesta dopo averci installato Linux, un paio di computer rotti sono stati sostituiti con altri simili. Quindi si è proceduto ad installare Linux, precisamente la distribuzione Xubuntu, con alcune personalizzazioni che ne migliorano la facilità di utilizzo e l’estetica, su tutti i computer dell’aula e anche su quello della lavagna interattiva multimediale (LIM). Xubuntu ha il vantaggio di essere abbastanza completa per un esperienza utente facile e soddisfacente, e nello stesso tempo sufficientemente leggera da poter girare anche su computer con risorse hardware limitate: un ottimo compromesso, dunque, per il parco macchine della scuola “Pupilli”.

Sul computer del docente si è installato l’ottimo Epoptes, programma libero che permette all’insegnante di controllare i computer degli studenti dalla propria postazione e di interagire con essi in maniera semplice e intuitiva.

Nel giro di qualche serata – tutto si è svolto, necessariamente, fuori dall’orario scolastico e dall’orario di lavoro delle persone impegnate nell’operazione – si è riusciti a rimettere in piedi la struttura, che oggi conta una dozzina di computer identici dal punto di vista della dotazione software, connessi in rete, facili da usare, ricchi di programmi di ottimo livello, sicuri sia per quanto riguarda i virus (per sua natura un sistema Linux è molto sicuro e robusto), sia per quanto riguarda la navigazione sul web: infatti con l’occasione si è pensato di dotare la rete di un sistema di controllo – anch’esso libero – che impedisce l’accesso a siti web pericolosi o non adatti alla fascia di età degli utenti. Non sfugga il fatto che, trattandosi di software libero, anche i ragazzi e i docenti potrebbero installare – legalmente e senza costi di licenza – lo stesso sistema operativo sui propri computer, o al limite molti dei programmi presenti (ad esempio LibreOffice), che sono multi-piattaforma e quindi installabili anche su altri sistemi operativi, ed avere quindi a casa un ambiente di lavoro identico a quello che trovano a scuola.

FASE 2

SONY DSCNaturalmente gli strumenti da soli non bastano: occorre formare le persone che quegli strumenti devono usare. Per questo, una volta rimessa in funzione, l’aula ha ospitato due pomeriggi di formazione, nei quali il FermoLUG ha raccontato agli insegnanti la storia di Linux e del software libero, i principi su cui si fonda e le ragioni per cui la Pubblica Amministrazione in generale e la scuola in particolare dovrebbero preferirlo a quello proprietario; quindi sono state mostrate le funzionalità di Linux e dei programmi installati, con i quali gli insegnanti hanno avuto il tempo di familiarizzare. Alcuni insegnanti hanno portato il proprio computer portatile, su cui è stato installato lo stesso sistema operativo.

Antonio Faccioli

Fonte: http://www.libreitalia.it/software-libero-alla-scuola-pupilli-di-grottazzolina/

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Nuove tecnologie e software libero a scuola

20 dicembre 2015

Nell’ambito delle attività volte all’attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale, l’Istituto Comprensivo “Cestoni” di Montegiorgio (FM), che riunisce scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado di alcuni piccoli comuni dell’entroterra fermano, ha organizzato per giovedì 17 dicembre un incontro formativo rivolto agli insegnanti, dal titolo “CODING E PENSIERO COMPUTAZIONALE”.

brochureilmioPNSD

Davanti a una quarantina di insegnanti provenienti dalle varie scuole dell’istituto, Francesco Paolantoni, informatico, ha dato dimostrazione delle attività di coding interattivo per ragazzi proposte dal sito programmailfuturo.it e code.org. A seguire, Marco Alici, vicepresidente del FermoLUG e socio LibreItalia, ha proposto una riflessione dal titolo “Il valore educativo delle nuove tecnologie e del software libero”.

Nuove tecnologie

Partendo da semplici esempi concreti di tecnologie – nuove nel momento in cui sono apparse, come la stampa a caratteri mobili, la penna a sfera, ecc – di indubbio e assodato valore educativo, si è arrivati a mostrare le analoghe potenzialità del software libero come strumenti per aumentare la qualità e le possibilità della proposta formativa scolastica.

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Linux Day a Fermo 24/10/2015

2 ottobre 2015

In occasione del quindicesimo Linux Day (24 ottobre 2015), giornata nazionale promossa da Italian Linux Society a sostegno di GNU/Linux e del Software Libero, il FERMOLUG organizza, presso la Sala dei Ritratti a Fermo, piazza del Popolo, dalle ore 16 del 24/10/2015 (ingresso libero):

 

LINUX DAY 2015

 

Linux Day Fermo 2015

Linux Day Fermo 2015

 

Programma
16:00 – Saluto
Paolo Silenzi

16:10 – Odoo: strumenti per il Project Management
Alessandro Camilli

16:50 – Blender: il rendering fotorealistico con Cycles
Marco Alici

17:30 – Enlarge your UEFI: consigli pratici per una felice convivenza di Linux con altri sistemi operativi
Andrea Colangelo

18:10 – $ sleep 10m 🙂

18:20 – VirtualBox
Franco Mannocchi

19:00 – Qt: introduzione al framework
Daniele Liciotti

 



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