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Archivio per la categoria ‘filesystem’

Libero e salvo a sua insaputa

16 settembre 2016

schermata-2016-09-13-alle-15-49-24Qualche giorno fa Mario (nome di fantasia) porta il suo computer in assistenza. Lui non sa niente di computer: lo usa per internet, per scrivere, per la posta. “Quando lo accendo mi fa lo schermo nero, con delle scritte” cerca di spiegare preoccupato a Daniele, il tecnico che ha preso in carico la sua macchina.

Effettivamente la sua spiegazione non fa una piega.

schermata-2016-09-13-alle-15-22-59-1024x545Daniele conosce Mario, gli aveva venduto il computer calibrando la scelta di hardware e software sulle sue esigenze basilari, capisce subito che si tratta di un classico attacco da ransomware. D’altra parte la schermata spiega esattamente cosa è successo: il “virus”, probabilmente un programmino allegato a qualche messaggio di posta ed inavvertitamente eseguito dall’utente stesso, ha cifrato i file presenti nell’hard disk (tutti o alcuni, a seconda della variante del ) e viene richiesto un riscatto per la loro decrittazione. Resta solo da capire di quale variante di virus si tratta, ma anche questo non è difficile: basta fare una rapida ricerca in rete per scoprire trattarsi di Zepto ransomware.

“C’è una notizia buona e una cattiva. – spiega Daniele al suo sfortunato cliente. – La notizia cattiva è che non è stato ancora trovato il modo di decifrare i file cifrati senza pagare il riscatto e pagare, oltre che essere solo un modo per alimentare la diffusione della truffa, non garantisce affatto di ricevere la chiave per decifrare i file e riportarli ad essere di nuovo leggibili. In sostanza: i file cifrati, se non hai una copia di backup, sono da considerare perduti.”

“E… la notizia buona?” chiede Mario, bianco in volto, con un filo di voce, pensando che sì, le sue poche foto e qualche video sono ancora nella macchina fotografica, ma i documenti? E la posta?

La notizia buona – continua Daniele, con fare deciso e sguardo sereno – è che Zepto ransomware non cifra tutti i file, ma solo alcune tipologie ben precise, tra cui ci sono le fotografie (file .jpg, .png, i .psd di Photoshop…), la musica e i filmati (file .mp3, mp4, .mkv, mpeg…) i documenti di MS Office (file .doc, .docx, .xls, .xlsx, .ppt, .pptx…) ed altri.”

E che buona notizia sarebbe? – grida Mario, sentendosi un po’ preso in giro – Io non ho mai fatto copie della posta e dei documenti, che sono i più importanti: dunque non c’è verso di riaverli indietro?”

Daniele lo guarda dritto negli occhi ed esclama: “la tua posta e i tuoi documenti sono tutti salvi.”

“Com’è possibile?!?”

Già, com’è possibile? Per quanto riguarda la posta, l’account era stato configurato come IMAP, per cui la posta era ancora tutta nel server del gestore: una volta riformattato il disco e reinstallato il sistema operativo, sarebbe bastato reinstallare il programma e riconfigurare l’account per rivedere tutta la posta al suo posto.

Per quanto riguarda i documenti era ancora più facile. Quando il nostro Mario andò da Daniele a comprare un computer voleva anche “un programma per scrivere le cose” e Daniele gli aveva installato LibreOffice. Quando Mario era venuto a ritirarlo, Daniele gli aveva spiegato brevemente le funzionalità dei vari programmi. Mario, da utente poco esperto, non aveva fatto domande e Daniele non aveva dato troppe spiegazioni che avrebbero solo generato confusione.

Dunque Mario, a sua insaputa, aveva usato da sempre , peraltro trovandosi benissimo, per creare i suoi documenti in formato ODF, un formato standard aperto di ottima qualità, il formato predefinito in LibreOffice. Senza saperlo, questa scelta aveva messo i suoi documenti al riparo dai danni provocati dal malware che aveva reso praticamente inutilizzabile il suo computer. Restando nella metafora medica, nonostante il suo computer fosse stato devastato da un virus, i suoi documenti si sono salvati perché erano vaccinati.

Intendiamoci, non c’è nessuna particolare merito di LibreOffice o del formato in questo caso. Ma è un dato di fatto che molti ransomware in circolazione – e Zepto tra questi – attaccano selettivamente alcuni tipi di file e tra questi quasi sempre ci sono i formati di Microsoft Office e quasi mai il formato OpenDocument. Ed è dunque un dato di fatto che usare LibreOffice – che è un ottima suite per la produttività individuale – e il formato mette i nostri documenti potenzialmente al riparo da attacchi di questo tipo.

È bastato quindi salvare i documenti di Mario su un supporto esterno, bonificare la macchina reinstallando il sistema operativo e rimettere i documenti al loro posto per ripristinare l’utilizzo del computer limitando i danni

Certo, se Daniele avesse osato di più, installando un sistema operativo Linux sulla macchina di Mario, certamente non avrebbe subito attacchi di questo tipo, dato che Linux è incompatibile con quasi tutti i malware in circolazione, Zepto compreso. Ma questa è un’altra storia.

Marco Alici

Fonte: http://www.techeconomy.it/2016/09/16/libero-salvo-sua-insaputa

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Un volo tra le nuvole

8 luglio 2016

“Il Marketing è come il bikini: sembra che faccia vedere tutto,
ma nasconde le parti più importanti.”

Clouds

Sembra quasi di rivivere i tempi in cui Sony inventò, insieme al suo Walkman, il bisogno (indotto, giacché prima non lo si aveva, dall’abile Marketing Sony) di ascoltare musica per la strada. All’improvviso sembrò come se nessuno potesse più vivere senza quelle cuffie, perfino chi la musica, fino ad allora, l’ascoltava sì e no dallo stereo di casa. Il Cloud: ormai non si parla d’altro, almeno negli ambienti informatici. Considerato da molti (spesso sono gli stessi che la vendono, in verità) l’ultima frontiera, lo stato dell’arte della tecnologia, viene quasi da chiedersi come abbiamo potuto, fino ad ora, vivere senza.

Ma di che si tratta esattamente? Com’è usuale in questa rubrica, la facciamo semplice a costo di perdere qualcosa in precisione: tu hai un PC, ma i tuoi file e/o le tue applicazioni sono su un altro computer. In mezzo c’è Internet, che permette al tuo PC di accedere ai tuoi file e/o di eseguire le tue applicazioni “come se” fossero sul tuo PC. Dove siano esattamente non lo sappiamo: sotto un cavolo, in cielo, fra le nuvole, “in the clouds“, appunto.

La gran comodità di questa tecnologia è che puoi accedere ai tuoi dati e/o alle tue applicazioni – spesso attraverso un’interfaccia web, da un semplice browser – anche da un altro PC, o addirittura da un dispositivo diverso da un PC, come un tablet o uno smartphone. Ma si sa, le comodità hanno un prezzo da pagare:

  • l’assenza di una connessione Internet rende tutto molto più difficile, al limite impossibile. Se usate la posta elettronica solo in modalità webmail, attraverso il browser (la posta e il software per accedervi risiedono sul computer di un altro, quindi è un servizio “cloud”) sapete bene di cosa stiamo parlando;
  • siccome i tuoi file sono sul computer di un altro (il fornitore del servizio), devi compiere un atto di fede: devi fermamente credere che quell’altro non vada a ficcare il naso nei tuoi files, magari indicizzandone i contenuti e spifferandoli in giro al miglior offerente;
  • se si tratta di applicazioni, devi fermamente credere che il servizio funzioni sempre, o almeno funzioni quando ti serve. La cronaca recente mostra che si tratta sempre di fiducia ben riposta.

Qualche volta i servizi cloud mostrano dettagli e comportamenti a dir poco curiosi:

  • se usate Google Drive, il servizio di memorizzazione offerto dal colosso di Mountain View, certamente saprete che, oltre ad essere gratuito entro certi limiti di spazio, comprende anche la scansione per la ricerca di eventuali virus, dei files che state per scaricare sul vostro dispositivo locale. Peccato però che a quelli di Google interessino solo i file più piccoli di 25 MB! Se ad esempio state scaricando un archivio compresso da 30 MB zeppo di file infetti, verrete avvertiti che dovrete cavarvela da soli. Utente avvisato…

Google-Drive

  • Se usate Dropbox per tenere sincronizzati i vostri file su diversi dispositivi, e magari amate accedervi dalla comoda interfaccia web anziché utilizzare l’apposita applicazione, certamente avrete notato che Dropbox permette di visualizzare il contenuto di moltissimi tipi di file: immagini, video, ma anche file di testo, documenti, fogli di calcolo e presentazioni. Non solo: da qualche tempo il servizio comprende anche la possibilità di editare file avvalendosi dell’integrazione con Microsoft Office Online. Ufficialmente viene dichiarata la possibilità di editare i formati di Microsoft Office (.docx .xlsx .pptx), cosa peraltro alquanto ovvia; in realtà il software gestisce anche formati diversi, come i formati standard OpenDocument, ma questo non viene dichiarato, e la cosa è molto meno ovvia. Un dettaglio, certo. Tu chiamale, se vuoi…”distrazioni”.

Dropbox-768x304Per amor di cronaca segnaliamo anche di avere avuto qualche problema – non sappiamo se dovuto al browser o al codice di Dropbox – con il pulsante di apertura del file: dovrebbe presentare (sempre, crediamo, ma a volte non compariva) un menù a discesa da dove poter scegliere se aprire il nostro file .odt di prova con la nostra applicazione desktop predefinita (nella fattispecie LibreOffice) o con Microsoft Word Online di cui, se non altro per la sua insensata interfaccia utente, probabilmente continueremo a fare piacevolmente a meno.

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Abbiamo visto che i servizi offerti dalla “nuvola” possono essere strumenti utili in molte situazioni, ma non sono la Panacea descritta da molti uffici marketing: possono essere pieni di insidie, di rischiosi atti di fede da compiere e dettagli da non trascurare.

Utente avvisato…

Marco Alici

Fonte: http://www.techeconomy.it/2016/07/08/un-volo-le-nuvole/

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Ubuntu equivale a Windows. Lo dice Microsoft

20 giugno 2007

Un utente Ubuntu racconta come sia riuscito ad aggirare il sistema di
sicurezza Windows Genuine Advantage facendo passare la propria copia di
Ubuntu come un Windows originale. E tutto senza particolari trucchi
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Convertire il file-system ext2 in ext3.

25 ottobre 2003

Ecco i semplici passi per convertire la vostra partizione ext2 nel più moderno ext3.

Con il filesystem ext3, i vostri dati saranno più al sicuro: se, ad esempio, il vostro lavoro viene interrotto per mancanza di corrente, alla riaccensione il filesystem viene riparato all’istante, senza dover fare lunghe attese, come accadeva con l’ext2!
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Guida al file-system di linux

17 settembre 2003

Correte subito nella sezione download e cliccate su Guida al file-system di linux!!

Con questa sezione, inauguriamo una nuova guida al file-system di linux, per capire la sua struttura e facilitarne l’uso.
Una vera chicca per chiunque voglia avvicinarsi al sistema operativo piu’ affidabile e libero esistente al mondo!

ATTENZIONE!: La creazione di questa parte del sito e’ aperta a tutti gli iscritti del LUG, quindi prelevate l’ultima versione presente nella sezione download ed ottimizzatela!

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